Betsabea Web Site | Confini blu
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Confini blu

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Collage

C’era una volta una bambina – dagli occhi blu e talvolta neri – a cui hanno detto che sarebbe potuta diventare qualsiasi cosa lei avrebbe scelto di essere.

Sono nata credendo che i confini non esistessero, che non ci fossero limiti al mio camminare.

Chiedimi se ero felice sul terrazzo di quella piccola casa di pietra al decimo giorno di viaggio.

Libera, vestita di tramonto e di eye-liner e di un paio di jeans sporcati di vento.

Chiedimi se ero felice con la sabbia tra le dita e i capelli al sapore di sale.

Decisa, finalmente, che l’unico confine possibile è blu e talvolta grigio, ma anche verde, ogni tanto persino turchese, è nero ed incredibilmente pallido mentre canta, suona e fischietta, di un bianco calmo e brillante sotto una grande luna ma pure in pieno giorno, quando arriva l’ora del té è lucido come gli occhi felici e opaco come la cipria che porto in borsa, è viola come le vene che portano al cuore, è il colore degli occhi dei barbari ma forse anche quello del centro dell’universo, di una musica melanconica e della polvere del lapislazzulo.

Il mare sospirava e mi guardava mentre spostava il mio confine un po più in là.